13 febbraio 2006

Mi scuso che pensate che sia una palla....

Stavo leggendo, alcuni spunti sul libro di Bocca, e vi era un commento di un Napolatano che e' andato a pescare CARLO PISACANE (PER CHI NON LO CONOSCE NAPOLETANO). Pur di non farla passare liscia al Piemontese.

Naturalmente il nome, mi ha fatto tornare indietro di anni. In particolare il Liceo... e di come odiavo la poesia di Luigi Mercantini "La Spigolatrice di Sapri". Cosi l' ho letta la poesia ancora ed anocra, dopo tanti anni, pensanvo come noi Italiani eravamo divisi allora e dammo la vita per essere una cosa sola. Ed oggi..... non so ......

Buona lettura.


Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!Me ne andavo un mattino a spigolare quando ho visto una barca in mezzo al mare:era una barca che andava a vapore,e alzava una bandiera tricolore.All'isola di Ponza si è fermata,è stata un poco e poi si è ritornata;s'è ritornata ed è venuta a terra;sceser con l'armi, e noi non fecer guerra.Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,ma s'inchinaron per baciar la terra.Ad uno ad uno li guardai nel viso:tutti avevano una lacrima e un sorriso.Li disser ladri usciti dalle tane:ma non portaron via nemmeno un pane;e li sentii mandare un solo grido:Siam venuti a morir pel nostro lido.Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro un giovin camminava innanzi a loro.Mi feci ardita, e, presol per la mano,gli chiesi: - dove vai, bel capitano? - Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,vado a morir per la mia patria bella. -Io mi sentii tremare tutto il core,né potei dirgli: - V'aiuti 'l Signore! -Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!Quel giorno mi scordai di spigolare,e dietro a loro mi misi ad andare:due volte si scontraron con li gendarmi,e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.Ma quando fur della Certosa ai muri,s'udiron a suonar trombe e tamburi,e tra 'l fumo e gli spari e le scintille piombaron loro addosso più di mille.Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!Eran trecento non voller fuggire,parean tremila e vollero morire;ma vollero morir col ferro in mano,e avanti a lor correa sangue il piano;fin che pugnar vid'io per lor pregai,ma un tratto venni men, né più guardai;io non vedeva più fra mezzo a loroquegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

2 commenti:

Peppe ha detto...

Ora faccio come max con i suoi commenti: bella!

Paolo ha detto...

bella li !!