20 aprile 2009
16 aprile 2009
DIAMOGLI FIDUCIA
«Se il Vesuvio si svegliasse e decidesse di "starnutire" potremmo prevederlo con circa 72 ore d'anticipo».
Ad Affermarlo è Giampaolo Giuliani, il ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso che ha dichiarato di aver previsto il terremoto che a il 6 aprile ha colpito l'Abruzzo.
Il tecnico, a Napoli per partecipare a uno incontro dall'Ateneo partenopeo sui terremoti, ha detto che si potrebbe impiantare anche in Campania una rete, come quella abruzzese, in grado di calcolare la concentrazione del radon, la cui presenza è considerata, in base alle ricerche condotte fino a questo momento, un precursore sismico.
«Ho una bozza per lo sviluppo di un progetto che potrebbe essere portato avanti qui in Campania - ha detto - i risultati ottenuti ci indicano come costruire una rete di monitoraggio». Nella sua presentazione, sono evidenziati cinque differenti punti di monitoraggio: Caserta, Avellino, Salerno, Sorrento e Pozzuoli.
«Una rete - ha aggiunto Giuliani - che permetterebbe un controllo pari a 12.000 Km quadrati di territorio». «I terremoti non si possono prevedere se si utilizzano solo i sismografi - ha spiegato - le cose cambiano se si usa il Rilevatore gamma che studia la concentrazione di radon».
Sulla possibilità espressa da Giuliani di prevedere i terremoti tra le 6 e le 24 ore prima che si verifichino, il geofisico Paolo Gasparini, professore di Fisica Terrestre dell'Università di Napoli Federico II, resta scettico.
«Sappiamo dove avvengono e continueranno a verificarsi - ha detto - possiamo anche calcolare la probabilità che si verifichino». Diverso, però, è avere la certezza del luogo e del momento esatto: «Non bisogna creare allarmismi - ha concluso - né pensare a evacuazioni preventive».
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poppy
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15 aprile 2009
L'acqua delle Mummarelle
Molto di voi sanno che mi è sempre piaciuta l'acqua delle Mummarelle , ho trovato questo Video del famoso Tonino 'O Scienziato, e alle sue teorie sul bradisismo che colpì Pozzuoli nel 1984. Aveva infatti intuito che la causa del sisma era da individuare nella chiusura delle fontane del Chiatamone, che dispensavano acqua sulfurea (la cosiddetta acqua 'e mummarelle) nel centro storico di Napoli. Queste fontane erano state sacrificate nei primi anni 80 per fare spazio a un albergo di lusso. Privare il popolo napoletano di un bene prezioso come l'acqua sulfurea, dall'indiscutibile valore terapeutico, era già di per sè una porcata abnorme; ma solo Tonino aveva previsto il danno che un simile gesto avrebbe inflitto all'ecosistema. La crosta terrestre, secondo lo studioso napoletano, è come il motore di una macchina. La pressione dell'acqua che scorreva sotto le viscere della terra, non trovando più una valvola di sfogo nelle fontane del Chiatamone, si era riversata dalle parti di Pozzuoli provocando il bradisismo. Ieri Tonino 'O Scienziato, oggi Giampaolo Giuliani; ieri Giuseppe Zamberletti, oggi Guido Bertolaso; ieri Pozzuoli, oggi gli Abruzzi........
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Paolo
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14 aprile 2009
Ma dico io e' Nata la figlia di Diego...
Ma che cacchio niente auguri.. per la figlia di Diego....... ma come stanno tutti... Paolo niente foto inedite......
AUGURI DIEGO....
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Anonimo
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11 aprile 2009
Volvo Ocean Race Buona Pasqua
Salve a tutti..
Allora mi scuso per il ritartdo ma sono stato in Brazile a Rio .... per 3 giorni..
Cosa imprevista,, il mio Vice Presidente mi ha chiesto di andare in Brasile.
Correntemente abbiamo la nostra squadra che si trova li
Puma Volvo ocean Race.. Ho dovuto portare 10 paia di stivali impremeabili per la squadra. ...
Parti Martedi, arrivi li di Mercoledi.. stai con la squadra per un giorno.. poi riparti la sera per arrivare oggi a casa..
Un collega ha fatto delle foto non vedo l' ora di farvele vedere..
Paolo la barca e' stupenda......
www.volvooceanrace.com
potete usare google e ricercate Puma Volvo Ocean Race.
Un salutone a tutti buona Pasqua...... domani ho la mia solita scalata .... foto come sempre..
Ciao
Max.
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Anonimo
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06 aprile 2009
PARLIAMO DI COSE SERIE
Lasciamo stare per un pò il comico Berlusconi. Ieri notte l'Aquila è stata distrutta da una fortissima scossa di terremoto che ha avuto anche i suoi riflessi in Campania, Lazio e Romagna. Volevo avere notizie di Anto, ho provato a contattarla am le linee telefoniche sono intasate. Spero che stia tutto ok. Ciao
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poppy
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09:57
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Meno male che silvio c'e' ....
I video che ho postato sono senza commento, e li ho presi da siti stranieri (non è la solo la stampa Italiana), passano gli anni e le cose non cambiano rimane sempre lo stesso ! Ma per curiosità cosa si dice in America Max ? Ha fatto incazzare la regina di Inghilterra per chiamare Obama! La Merkel ormai ci ha fatto l'abitudine (vi ricordate il nascondino ) !! Il discorso di Obama, un grande .......
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Paolo
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03 aprile 2009
PER CHI VUOLE FABIO CANNAVARO NEL NAPOLI!
A: Presidente S.S.C. Napoli Aurelio De Laurentiis
PER CHI VUOLE FABIO CANNAVARO NEL NAPOLI!Petizione on-line i tifosi che vogliono il ritorno dell’ex pallone d’oro nella sua città
Dopo aver ricevuto migliaia di messaggi da parte di tifosi che vorrebbero Fabio Cannavaro nel Napoli nella prossima stagione, abbiamo deciso di porci nella condizione di intermediari tra il pubblico e il club azzurro. A tale scopo Marte Sport Live, il contenitore sportivo quotidiano di Radio Marte, Radio Ufficiale della Ssc Napoli, documenterà il volere della gente attraverso una raccolta telematica di firme pro-Cannavaro, che saranno poi inoltrate direttamente al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Cari tifosi napoletani, volete davvero che Fabio Cannavaro vesta la maglia del Napoli dalla prossima stagione? Siete convinti che la sua forza, la sua esperienza e la sua immagine possano regalare benefici al Napoli che verrà?
Ecco il link per firmare
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Paolo
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31 marzo 2009
La distruzione metodica nel sistema scolastico meridionale
Eccoci. Ci siamo arrivati. Tutti i totalitarismi iniziano dal basso, dalla Scuola, dall’Università. Il ministro Gelmini, pugno di ferro della nuova ondata nordico secessionista si è data da fare. Alle parole contro la scuola del Sud sono seguiti i fatti. E la falce leghista non si è fatta attendere. Il veleno razzista che sprizza da tutti i pori di quella parte moralmente corrotta e vigliacca della società italiana comincia ad entrare nelle vene del nostro tessuto sociale. Distruggendo dalle fondamenta quel poco di patriottismo che a qualcuno ancora è rimasto. Nello stesso giorno in cui il Governo Berlusconi spinge il federalismo alla Camera su Repubblica appaiono i numeri dello schiacciasassi Gelmini. Leggete e incazzatevi come mi sono incazzato io per favore.
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Paolo
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30 marzo 2009
29 marzo 2009
Franco Arminio il paesologo
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Peppe
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26 marzo 2009
Monologo di Roberto Saviano a Che tempo che fa.
Al volo alcune mie riflessioni: "Che tempo che fa" , per me rimane una delle migliori trasmissioni televisive, e Saviano, solo in quella trasmissione poteva essere ospite. Il monologo è stato a dir poco bello, ha parlato di tutto e di tutti, camorristi, l'indifferenza, della politica e dei politici e la cattiva stampa. Sono rimasto veramente colpito come certi giornali locali facciano il gioco della camorra ! E per finire la paura di Saviano, a fine puntata si è visto Saviano uscire dallo studio e ben 5 carabinieri (con cui vive 24 ore al giorno) che lo aspettavano.....
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Paolo
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25 marzo 2009
Sono appena arrivate V1 815
Puma le scaprte piu' leggere al mondo 165 grammi.. ve ne sono 1000 al mondo, noi ne abbiamo ordinate 100 per l' america.... ecco a voi le foto cari amici..
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Anonimo
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21:09
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24 marzo 2009
Fuorigrotta
Photoclip su Fuorigrotta,popoloso quartiere occidentale di Napoli, dove molti di noi hanno vissuto....
In questo video ci sono certe foto di tramonti cittadini molto belle, le ha fatte Peppino da casa !
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Paolo
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22:56
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22 marzo 2009
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA
Per chi non lo sapesse, oggi 22 marzo 2009, si celebra la giornata mondiale dell'acqua. Mi ricollego ad un recente post di Emma nel ricordare a tutti voi...vicini e lontani che un pò ovunque i vari parroci stanno sensibilizzando i loro parrocchiani nel "non gettare" i tappi di plastica delle bottiglie dopo averne fatto uso! Infatti, accumulandone un bel pò, si possono rivendere alle ditte specializzate nel riciclaggio e con il ricavato costruire dei pozzi d'acqua in Africa! Di solito i collettori sono gli stessi Parroci, poichè ne occorrono qualche milione per poter realizzare un pozzo, gli spazi per accatastarli in genere non ci sono e si sfruttano proprio quelli delle Parrocchie per conservarli e quindi rivenderli. Approfitto del Blog quindi per fare altrettanto voi, parlatene con i vostri Parroci, è una bella cosa, considerato che manco a farlo apposta il Papa domani concluderà il suo pellegrinaggio in Africa. Ve lo dice uno che ci è stato, occorre veramente di tutto.
Ciao a tutti.
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poppy
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12:45
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19 marzo 2009
A Casal di Principe la Primavera è arrivata oggi.

Ad un occhio anche minimamente abituato a decifrare i contesti del meridione, balzano tutti quei cancelli blindati, quelle finestre chiuse dietro le quali si nascondono occhi che non vogliono o che non possono vedere. Quello che mi colpisce è che non si tratta di semplici cancelli, qui viene preclusa ogni minima possibilità di entrata con un eccesso di sbarre ed anche i portoni dei palazzi più antichi che ho sempre visto fatti in legno qui a Casale sono stati sostituiti dal ferro. Non cerco di dare spiegazioni razionali a quanto vedo anche se la prima cosa che mi viene in mente è che qui la gente ha un elevato senso di insicurezza… ma so che è una spiegazione troppo banale e probabilmente inesatta.
Parcheggio sulla strada che dalla periferia sud del centro arriva fino al Parco Don Peppe Diana e per quanto sia dietro che avanti a me ci siano parcheggiate altre autovetture, mi viene subito incontro un tipo uscito da un “circolo ricreativo” che mi dice che lì non posso parcheggiare. E chi osa dissentire? Faccio qualche metro in più e parcheggio in una traversa.
Mi reco al Parco Don Peppe Diana dove Gabriella mi ha detto di essere, per la strada altri scout e poi ragazzi dei gruppi di sinistra giovanile, questa è la sinistra che mi fa pensare: “Questa è la mia gente, io sono uno di loro”, lontani anni luce dai palazzi del potere, lontani dai Veltroni e dai Rutelli, l’atmosfera è di festa: lupetti, guide esploratori, rover, scolte e tanti capi, giocano, cantano, parlano tra di loro, c’è anche Don Ciotti con il fular del gruppo di Angri… Gabry però non la trovo la chiamo e mi faccio dire dov’è.
Suonano la canzone dei 100 passi, incontro Giuliano che mi dice di essere arrivato giusto in tempo per la mia canzone, sul palco c’è Stefano con la tamorra, mi salutano anche Mario e Chiara che sono lì con il clan del Napoli 6°.
Lateralmente vedo Nicola Ricciardi, oggi è la festa del papà gli faccio gli auguri e lui ricambia per San Giuseppe, ci sono anche Franco e Vittoria Patricolo non si può dire che non sia una famiglia con forti valori sociali, manca solo Barbara, solo perché vive a Roma.
Non ci vuole molto a sentirsi di nuovo parte di un tutt’uno “ e la strada si apre…passo dopo passo” mi ritrovo a canticchiare anch’io.
Ci sono i peschi in fiore, i rover e le scolte iniziano a ballare a sventolare i fazzolettoni: quei ragazzi sono lì per testimoniare che un mondo diverso è possibile, che c’è una Campania che chiede legalità, che ha imparato la lezione, che vuole guardare al futuro con occhi nuovi, una Campania che è stufa e che giorno dopo giorno costruisce, si impegna per edificare speranze, una Campania che non chiude gli occhi.
“E lo scopri negli occhi è vero, in quegli occhi tornati bambini, han saputo rischiare, lascia tutto se vuoi sulla sua strada andare scordare i suoi fini.Un aquilone nel vento chiama,tendi il filo, è ora, puoi!Le scelte di oggi per un mondo che cambia, pronti a servire è ancora "scouting for boys"
questa Stefano non me la doveva fare, l’emozione mi rompe la voce in petto, guardo i ragazzi, penso a quanto io faccia poco, a quanto vorrei di nuovo far roteare il mio fazzolettone, spero di riuscire ad essere coerente con le mie scelte e mi ritrovo a piangere sul monumento in ricordo di Don Peppino, chissà cosa avranno pensato quei lupetti che mi vedevano, devo andarmene, oggi qui è primavera non c’è posto per le lacrime, solo un ultimo saluto a Don Peppino.
Per amore della mia terra.

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Peppe
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18 marzo 2009
SONO TUTTI UGUALI
I magistrati che scelgono la politica non dovrebbero più tornare in magistratura. È questa l'opinione del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, espressa in occasione del via libera del Consiglio Superiore all'aspettativa dell'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che si candiderà alle elezioni europee con Antonio Di Pietro.
LA DICHIARAZIONE - Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, prima di esprimere il suo voto favorevole al collocamento in aspettativa dell'ex pm Luigi De Magistris, ha letto al Plenum la seguente dichiarazione: «A mio avviso è preferibile che venga stabilito il divieto di rientrare nell'Ordine Giudiziario, e venga garantita, a domanda, la mobilità nella Pubblica Amministrazione, nella funzione e nel ruolo press'a poco corrispondenti a quelli di provenienza». «La Pubblica Amministrazione - ha detto ancora Mancino - recupera un patrimonio di esperienze e di professionalità e la magistratura perde un giudice divenuto parte».
DE MAGISTRIS: NON TORNO IN MAGISTRATURA - La risposta di De Magistris non è tardata ad arrivare: «Per me questa è una scelta di vita. Ho passato da poco i 40 anni e finora ho fatto il magistrato. Adesso seguo un nuovo progetto di vita e la mia è una scelta irreversibile, anche qualora non dovessi essere eletto». Così il pm Luigi de Magistris in conferenza stampa spiega che non tornerà in magistratura anche se non dovesse essere eletto con l'Idv alle prossime elezioni europee. «La mia scelta - ha spiegato de Magistris - è una sorta di sconfitta della magistratura. Il mio sogno è sempre stato di fare il magistrato. Ma da un'apparente sconfitta - ha sottolineato - ho capito di avere una grande opportunità. Candidandomi con l'Idv posso fare qualcosa per il mio paese, per il bene pubblico. Anche perché - ha accusato - stanno svuotando la Costituzione e c'è bisogno di fare comprendere all'Europa com'è a rischio la nostra democrazia dove ormai c'è la criminalizzazione del dissenso e si tende al pensiero unico».
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poppy
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17 marzo 2009
SORELLA ACQUA
H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA
Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina, la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto.
L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.
Essere consapevole di quel che accade nel nostro paese non è mai abbastanza.
Acqua in bocca, sì, ma non nel senso di silenzio.
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emma
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16 marzo 2009
Federalismo fiscale quante insidie per il Sud
Questo articolo è apparso oggi su La Repubblica Napoli. Vi prego di leggerlo con attenzione. Ciò che scrive Massimo Villone non è solo condivisibile ma seriamente preoccupante.
È un libro importante quello di Gianfranco Viesti, “Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c´è”, che si presenta oggi alle 16.30 alla Camera di Commercio (via Sant´Aspreno, 2), in un seminario organizzato dalla Fondazione Mezzogiorno Europa.
Anzitutto perché demolisce i luoghi comuni, primo fra tutti quello di un Sud che divora risorse pubbliche più del Nord. Le cifre dicono il contrario. L´autore ricorda che fino a quando risorse aggiuntive per il Mezzogiorno vengono dalla crescita del debito pubblico, il Nord ha il ritorno pieno in servizi di quel che paga in tasse, e in più prende gli interessi sul debito, i cui titoli prevalentemente sono collocati al Nord. Quindi, tutti contenti. Ma con la stretta sulla finanza pubblica l´autostrada del debito pubblico si chiude. Le risorse per il Sud non possono che venire dalle tasse. Il Nord paga più tasse, e non riceve l´equivalente in servizi perché una quota va al Mezzogiorno. Comincia la rivolta. Le risorse devono rimanere al Nord. Qui nasce l´attacco leghista, e non solo. La politica meridionalista si frantuma a destra, a sinistra e al centro. Il 17 gennaio Scalfari, su questo giornale, ammonisce il Pd a non dimenticare la propria vocazione nazionale rincorrendo la Lega.
Non dubito che una decisa volontà politica potrebbe piegare gli egoismi territoriali. Ma sarebbero necessari partiti nazionali forti, radicati nell´intero paese, capaci di generare in tutti i territori il consenso necessario. Invece, la politica si è territorializzata. Molti partiti sopravvivono a macchia di leopardo. Nei maggiori partiti, nel nucleo dirigente di vertice è dominante la presenza del Nord. Nulla a che vedere con la Dc, il Pci, o anche il Psi di un tempo, che ebbero in prima linea dirigenti meridionali. E comunque partiti del leader, di sindaci, assessori e governatori non possono per definizione avere un Dna genuinamente nazionale. Sono anzi geneticamente predisposti alla dominanza politica dei territori più forti.
Così il federalismo fiscale diventa per qualcuno la formula magica che risolve i problemi. Si poteva ben sapere che una tempesta era in arrivo. È almeno dal 2002 che ne scrivo su queste pagine. Ma una politica arrogante e senza qualità non vede al di là del proprio naso. Oggi, la sfida del federalismo fiscale va accettata, come argomentava Andrea Geremicca alcuni giorni fa su questa pagine. Il mero rivendicazionismo è già ora inutile e politicamente impraticabile. E tale rimarrà, perché il rigore finanziario è una scelta permanente. Non si torna alla questione meridionale nei termini di un tempo.
Ma non si può nemmeno guardare al federalismo fiscale come una competizione in cui quel che conta è partecipare. Il problema del Mezzogiorno è appunto un federalismo fiscale cui non si legano politiche di riequilibrio territoriale. In questi termini è realistico prevedere maggiori risorse al Nord, ulteriore impoverimento del Sud, servizi peggiori in qualità e qualità, a maggiori costi, e con tassazione più pesante, per i cittadini del Sud. Il federalismo fiscale come occasione di un divario crescente e alla fine insuperabile. In tal caso, i diritti fondamentali e di cittadinanza sono scritti sull´acqua, l´eguaglianza è un miraggio, l´unità e indivisibilità della Repubblica è una menzogna.
Per questo, dal Sud deve venire la domanda che al federalismo fiscale si aggiungano politiche nazionali di investimento a fini di riequilibrio: infrastrutture, sicurezza, giustizia, ricerca, università. Non basta guardare in direzioni nuove - come ad esempio si fa nel libro a più voci “Mediterraneo 2010. Sfida per il Mezzogiorno”, di matrice Confindustria. Lo scenario è interessante e utile, ma a una condizione ben precisa. Che ci sia una politica consapevolmente diretta a favorire una pole position del Mezzogiorno nell´area mediterranea. Diversamente, come alcuni contributi al libro sottolineano, dall´accrescersi di cooperazione e scambi trarranno beneficio soprattutto le imprese del Nord. Già in buona parte accade. Una scelta politica di fondo rimane necessaria.
E veniamo al punto finale. Chi deve formulare e chiedere le misure da legare al federalismo fiscale? Ovviamente, la politica e le istituzioni meridionali. Qui troviamo il punto debole, e in prospettiva cruciale. Perché proprio gli esempi infiniti di malapolitica e malamministrazione hanno favorito la micidiale equazione Mezzogiorno = spreco = criminalità in cui l´egoismo territoriale ha trovato una copertura certo strumentale, ma efficace. Se chi parlerà per il Mezzogiorno domani è stato ieri, o è protagonista oggi, della malapolitica e della malamministrazione, nessuno ascolterà. Quindi, rinnovamento della dirigenza politica e istituzionale, riforma degli apparati pubblici, recupero di best practices e di etica pubblica sono condizioni necessarie per evitare che con il federalismo fiscale il Mezzogiorno rischi il disastro. Diversamente - come scrive Ernesto Paolozzi su queste pagine - ci rimane solo l´utopia.
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Paolo
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